Malattie trattate

La RegenMed effettua terapie utilizzando cellule staminali mesenchimali (WJ MSC) dal 2015. Fin dall’inizio della sua attività, la RegenMed ha effettuato centinaia di interventi su quasi 100 pazienti.

Neurologia

La cura di pazienti affetti da patologie neurologiche è una sfida immensa per la medicina odierna. Il problema fondamentale nella terapia delle malattie neurologiche è l’impossibilità di effettuare trattamenti mirati a risolvere la causa del problema, lasciando la sola possibilità della cura dei sintomi manifestati da ogni singolo caso. Dato che molto spesso le patologie neurologiche assumono carattere degenerativo, la terapia si pone l’ulteriore obiettivo di impedirne il decorso. In questi casi, l’arresto del progredire della patologia diventa il fine della cura stessa. Le cellule staminali rientrano ormai da diversi anni nella sfera d’interesse di medici alla ricerca di nuovi ed efficaci metodi per la cura delle malattie neurologiche. L’utilizzo di cellule staminali mesenchimali è un esempio importante di come le speranze di medici e pazienti riposte nel metodo stamina siano state esaudite. Le cellule staminali mesenchimali possono costituire un’ottima alternativa ai trattamenti di malattie neurologiche per le quali i metodi finora utilizzati hanno esaurito ogni efficacia. Il punto di forza più importante delle MSC è la loro capacità di moltiplicarsi e differenziarsi in diversi tipi di cellule e di rilasciare sostanze bio-attive che stimolano il rinnovo e la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Allo stesso tempo, le cellule MSC non sono immunogeni: non vengono, cioè riconosciute dall’organismo come un trapianto e, di conseguenza, non provocano rigetto. Inoltre hanno il grande pregio di localizzare il punto danneggiato all’interno dell’organismo umano. Ad esempio, le cellule somministrate nel liquido cerebro-spinale trovano da sole il punto danneggiato e senza altre ingerenze iniziano il processo di rigenerazione dei tessuti. Negli ultimi anni, i trattamenti cellulari riparativi effettuati con MSC sono stati oggetto di ricerca intensiva sulla loro efficacia nella rigenerazione dei danni del tessuto nervoso.

Nel centro ospedaliero RegenMed le cellule MSC sono utilizzate per i trattamenti di:
  • Malattie neuro-muscolari

    In questa categoria si trovano patologie di diversa eziologia, accomunate dal danneggiamento delle strutture del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) e periferico (nervi, muscoli), come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), amiotrofia spinale (SMA), sclerosi multipla (SM), miopatie, distrofie, polineuropatie, atassie, etc. Le cause di queste malattie sono molto varie, poiché esse possono essere contratte od avere un’origine genetica, immunologica o incerta. Nonostante ciò, possiedono un fattore in comune, la possibilità di essere curate con le cellule staminali. Come risultato di una cura con cellule MSC, si possono ottenere risultati terapeutici concreti sotto forma di arresto o rallentamento dell’avanzare della patologia. I pazienti vedono miglioramenti riguardo alla forza e alla funzionalità dei muscoli colpiti dalla malattia (miglioramento delle facoltà di deglutizione, di articolazione delle parole e delle funzioni respiratorie), un aumento della tolleranza allo sforzo e una diminuzione del dolore e un miglioramento della coordinazione e dell’equilibrio.

  • Encefalopatie e epilessie

    La cura di encefalopatie- cioè di danni cerebrali di diversa origine, risultanti in deficit cognitivi e motori permanenti, è basata sugli stessi principi dell’azione delle cellule staminali MSC, legati alla ricostruzione delle strutture del Sistema Nervoso Centrale. In questo caso, le cellule MSC ripristinano la corretta funzionalità dell’encefalo, contribuendo al miglioramento della plasticità cerebrale, stimolano i centri non danneggiati ad assumere le funzioni di quelli affetti da disturbi e formano nuovi legami neuronali. Fra le encefalopatie trattate si trovano patologie di natura congenita – danni di natura ipossica e ischemica e infezioni perinatali o fetali (tra cui Paralisi Cerebrale Infantile CP e simili) o contratte – a seguito di infiammazioni, di ictus o vaccini, di traumi; oltre a patologie di natura immunologica e autoimmunologica. Un notevole miglioramento si è osservato nella cura di epilessie farmacoresistenti risultanti da encefalopatia. Nella maggior parte dei casi si giunge alla diminuzione o alla totale riduzione degli attacchi epilettici. Le cellule MSC utilizzate nella cura dell’epilessia agiscono sui neurotrasmettitori e riducono l’infiammazione generata dall’attacco epilettico. In questo caso la loro azione è curativa dell’epilessia e non costituisce solo una temporanea riduzione del numero degli attacchi. Come risultato possiamo aspettarci un significativo miglioramento della facoltà cognitiva del paziente nell’ambito della comprensione e della esecuzione, un miglioramento delle facoltà di linguaggio, della memoria, della concentrazione dell’attenzione, delle reazioni emozionali (che si fanno più vivaci), delle facoltà intellettuali e motorie, una riduzione della contrazione muscolare nei casi di spasmi e un miglioramento della forza muscolare in casi di paresi. I pazienti sottoposti a trattamenti con MSC, hanno una qualità della vita sociale migliore ed il miglioramento è obiettivamente osservabile nelle sedute di fisioterapia.

  • Traumi del midollo spinale

    Le lesioni del midollo spinale provocano un’irreversibile perdita delle connessioni neurali con conseguente invalidità grave e paresi o paralisi. La gravità della malattia è proporzionata al grado della lesione. Le lesioni del midollo spinale interessano soprattutto i giovani e l’82% dei casi è costituito da individui di sesso maschile. I nuovi metodi sperimentali per la cura delle lesioni al midollo, basati sull’utilizzo delle cellule MSC, fanno leva sulle loro eccezionali capacità rigenerative. Le cellule staminali rilasciano sostanze specifiche – fattori della crescita e fattori che rallentano il deposito di proteine del tessuto connettivo, rallentando o arrestando il processo di cicatrizzazione. In più rilasciano fattori che con la loro azione antinfiammatoria, proteggono il tessuto nervoso da ulteriore degenerazione. Uno dei compiti fondamentali delle cellule MSC utilizzate sul midollo spinale è inoltre la creazione di nuove connessioni nervose, grazie alla loro capacità di differenziarsi in neuroni e astrociti. I test clinici finora condotti sui traumi del midollo confermano una totale sicurezza ed efficacia del metodo nei casi di processo degenerativo acuto e subacuto. La maggior parte delle ricerche cliniche ha dimostrato il miglioramento funzionale della connettività corticospinale, il che vuol dire che in seguito alla terapia ci si può aspettare un miglioramento della tensione muscolare ed un miglioramento delle abilità motorie –la diminuzione o scomparsa di paresi e migliore forza muscolare nei casi di paralisi. Questi cambiamenti appartengono al miglioramento dei movimenti degli arti interessati dal trauma e al rinforzo e alla stabilizzazione dei muscoli assiali e di conseguenza del tronco e della cintura pelvica. Il miglioramento è visibile anche nel sistema recettoriale, sia a livello esterocettivo che propriocettivo e nella diminuzione delle manifestazioni dolorose. Scompaiono anche le sensazioni spiacevoli connesse ai disturbi del sistema recettivo come le parestesie e le distesie. La maggior parte dei pazienti riesce a recuperare o a migliorare la funzionalità dello sfintere, acquistando così un maggior grado di autonomia nella vita di tutti i giorni. La terapia ha effetti positivi anche sull’afflusso di sangue alla pelle e ai tessuti dell’ipoderma, facilitando la cura delle piaghe da decubito eventualmente presenti e ne previene la creazione di nuove.

  • Ictus

    L’ictus è il danneggiamento dei tessuti del cervello a seguito di disfunzioni della circolazione sanguigna nella zona del sistema nervoso centrale, che si può manifestare o in seguito a emorragia (es. per sanguinamento dovuto ad un’arteria lesionata) o carenza di flusso sanguigno (origine ischemica). A seconda dell’area del cervello danneggiata, si sviluppa uno spettro di sintomi diversi, tra cui afasia e simili, disfunzioni del linguaggio, paresi, emiplegia, disturbi del sistema recettoriale da un lato del corpo, disturbi a livello cognitivo, mancanza di contatto con l’esterno, disturbi della memoria e del comportamento. Dato che i deficit che sorgono a seguito di un ictus hanno carattere permanente, l’unica alternativa valida alle cure riabilitative resta la terapia rigenerativa. Negli ultimi anni è stata iniziata una serie di studi clinici con l’utilizzo delle cellule staminali nella cura dell’ictus. Le cellule MSC, differenziandosi in neuroni e astrociti, possono efficacemente sostituire le cellule perse nel processo di necrosi. Le cellule MSC rilasciano diverse sostanze biologicamente attive che stimolano le cellule vicine al punto del tessuto cerebrale danneggiato impedendo la creazione di cicatrici e di infiammazioni. Come risultato della cura si può osservare una minimalizzazione degli effetti della necrosi cellulare e, di conseguenza, la riduzione dei deficit cognitivi (disturbi delle capacità fonatorie, comportamentali, mnemoniche) e motori (riduzione o scomparsa della paresi, miglioramento della tensione muscolare). Inoltre è possibile osservare un miglioramento della coordinazione motoria, dell’equilibrio e della manualità.

Ortopedia

Le malattie e i traumi dei sistemi muscolare e scheletrico sono le principali cause di invalidità. Si stima che circa il 5-7% della popolazione polacca soffre di disturbi relativi alle articolazioni. Le cure ortopediche standard offrono interventi locali, farmacoterapie (terapia con steroidi, terapia antinfiammatoria e antidolorifica) e fisioterapia. La somministrazione di farmaci (tra cui i farmaci antinfiammatori non steroidei FANS) spesso agisce unicamente a livello dei sintomi, a volte riducendo il dolore e lo stato infiammatorio, ma senza rigenerare la cartilagine o l’osso danneggiato. L’intervento chirurgico non offre ancora risultati soddisfacenti, nonostante le tecniche operatorie siano in continua e dinamica evoluzione. Le tante pubblicazioni scientifiche ed i risultati delle ricerche cliniche presentati alle conferenze internazionali dimostrano il rapido sviluppo della medicina rigenerativa con l’utilizzo di cellule staminali in ortopedia. Tutte le ricerche cliniche mostrano la sicurezza della somministrazione di MSC a pazienti dei reparti ortopedici e un notevole miglioramento clinico nella maggioranza dei casi. Per l’utilizzo di MSC si fa leva sulle eccezionali proprietà delle cellule staminali mesenchimali prelevate dal cordone ombelicale ( dalla gelatina di Warton). Soprattutto le WJ-MSC sono, dal punto di vista immunologico, privilegiate: sono, cioè, tollerate dal sistema immunologico del ricevente. Le cellule WJ-MSC si trasformano in cellule adulte dei tessuti cartilagineo ed osseo, rilasciando allo stesso tempo una serie di agenti biologici attivi dalle proprietà rigenerative.

Nel centro ospedaliero RegenMed le cellule MSC sono utilizzate per i trattamenti di:
  • Danni degenerativi della cartilagine del ginocchio e dell’anca

    I metodi classici per la cura di danni alla cartilagine delle articolazioni non danno risultati clinici soddisfacenti. I tessuti cartilaginei delle articolazioni del ginocchio e dell’anca sono soggetti a danneggiamenti risultanti da traumi, infiammazioni, carico eccessivo e da usura connessa con l’età o con l’intensa attività sportiva. La cartilagine non è irrorata da vasi sanguigni e per questo non può cicatrizzarsi, né rigenerarsi in modo adeguato. I danni alla cartilagine portano allo sviluppo di artrosi. I farmaci somministrati alleviano soltanto i sintomi di cui soffrono i pazienti, riducendo temporaneamente il dolore e l’infiammazione, senza rigenerare il tessuto danneggiato. Gli interventi chirurgici effettuati sulla cartilagine nei casi di microfratture sono tra gli altri: trapianti autologi, trapianti di condrociti moltiplicati in laboratorio e ricostruzioni con l’utilizzo di matrici adatte. Tali procedure sono invasive e portano a complicazioni e i risultati non sono spesso soddisfacenti. Nel trattamento conservativo dei danni alla cartilagine si usano oggi anche iniezioni di acido ialuronico, Fino ad ora, un consistente numero di pazienti curati tramite iniezioni intra-articolari o con interventi chirurgici, nonostante gli sforzi di medici e fisioterapisti, è stato sottoposto ad interventi di artroplastica. L’unica alternativa valida alla sostituzione della cartilagine dell’articolazione sono le iniezioni intra-articolari di cellule staminali. Grazie a questa terapia migliora la qualità della vita del paziente e la mobilità dell’articolazione stessa e si dovrebbero allungare i tempi per l’artroplastica primaria. La cura con cellule staminali è poco invasiva e porta i primi effetti positivi visibili già dopo 3-4 giorni.

  • Mancata consolidazione dell’osso

    Nelle condizioni di corretta funzionalità dell’organismo umano, la frattura guarisce in tempi relativamente brevi, senza lasciare postumi significativi. Tuttavia, a volte, per cause di varia natura, la calcificazione non arriva neanche dopo i 6 mesi. Questo ritardo è indicato con il nome di mancata consolidazione. Le cause sono diverse, tra cui un’ inadeguata immobilizzazione della frattura, un’ insufficiente irrorazione sanguigna dell’osso fratturato, malattie sistemiche o infezioni. Il paziente affetto da mancata consolidazione dell’osso è principalmente sottoposto ad interventi chirurgici delicati, che possono portare a complicazioni ed a lunghi periodi di riabilitazione, senza garanzia di una completa guarigione. Alla cura summenzionata sono candidati quei pazienti che hanno già provato tutti i trattamenti conservativi e gli interventi chirurgici finora disponibili, senza ottenere risultati per quanto riguarda la consolidazione dell’osso. Per questi disturbi, la cura con cellule staminali MSC si rivela efficace per via della loro alta tolleranza immunologica e della loro capacità di trasformarsi in cellule ossee e cartilaginee adulte, rilasciando una serie di fattori biologici attivi con proprietà rigenerative del tessuto osseo. Poiché le Cellule MSC non mostrano avere caratteristiche cancerogene, esse non possono trasformarsi in cellule tumorali.

Pazienti Regenmed