Le cellule staminali

Le cellule staminali sono protagoniste di questa nuova rivoluzione scientifica e costituiscono le “armi” della medicina rigenerativa. Le cellule staminali sono le cellule progenitrici di tutti gli organi e i tessuti degli esseri viventi. Sono cellule indifferenziate che non hanno ancora assunto una specifica tipologia e funzione, ma che, in determinate condizioni, possono specializzarsi e svilupparsi in tessuti e organi. La ricerca scientifica sulle applicazioni di cellule staminali nelle terapie è condotta da diversi decenni e la conoscenza delle loro potenzialità cresce ogni anno diventando sempre più ampia. Fino ad oggi le cellule staminali sono state utilizzate principalmente nella cura di malattie del sangue e del sistema immunitario.

Le cellule staminali mesenchimali (MSC)

Le cellule staminali mesenchimali (MSC) sono cellule staminali adulte inizialmente ottenute e caratterizzate dal midollo osseo ma presenti e ottenibili anche da molti altri tessuti, come il tessuto adiposo e il sangue del cordone ombelicale. Le MSC sono in grado di differenziarsi in tessuti tra loro molto diversi per origine e funzione ( osseo, cartilagineo, tendineo, muscolare scheletrico e cardiaco, neuronale, epatico, polmonare, ecc.).

Le MSC possono migrare in siti molto diversi da quelli di origine e partecipano ai fenomeni di rigenerazione tissutale, suggerendo enormi potenzialità applicative nell’ambito di diverse malattie degenerative, traumatiche, congenite e neoplastiche. Recentemente sono state individuate nella gelatina di Wharton del cordone ombelicale delle cellule staminali mesenchimali “primitive” rispetto alle MSC del midollo osseo e del sangue cordonale. Queste cellule, dette Wharton’s jelly cells (WJC), hanno maggiore capacità differenziativa, proliferativa e immunomodulante delle MSC midollari e del sangue cordonale. Le cellule staminali mesenchimali isolate dalla gelatina di Wharton del cordone ombelicale sono più giovani, non danno problemi di rigetto, possono essere applicate anche tra soggetti non consanguinei e risultano ottimali nelle diverse applicazioni di medicina rigenerativa.